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La sensibilità alla caffeina? Dipende dal Dna

Differenze genetiche spiegano diverse reazioni a effetti caffè

Roma, 11 lug.
Sensibilità al caffè: c’è chi può bere 5 tazzine al giorno senza grossi problemi e chi passa la notta in bianco per averne bevuta solo una. Il modo in cui gli individui metabolizzano la caffeina dipende anche dal corredo genetico, per cui è possibile dividere i consumatori di caffè in tre gruppi: quelli ad alta, a media e a bassa sensibilità al caffè. Questo è quanto emerge dal report del dottor J.W.Langer, docente di Farmacologia presso la Copenhagen University’s Medical School, realizzato per l’Institute for Scientific Information on Coffee (ISIC). Il report “Genetics, Metabolism and Individual Responses to Caffeine” si basa sulle evidenze della letteratura esistente per analizzare e spiegare perché alcune persone sono più sensibili all’effetto della caffeina e in che modo i professionisti della salute devono tener conto di queste caratteristiche nel consigliare i pazienti. La risposta di un individuo alla caffeina è probabilmente determinata da due fattori genetici principali: la maggiore o minore rapidità del metabolismo del fegato e la presenza di una variazione genetica che rende il sistema nervoso centrale più sensibile agli effetti stimolanti della caffeina. Sulla base di questi fattori, Langer ha proposto tre livelli descrittivi di sensibilità globale alla caffeina: Alta sensibilità alla caffeina, con metabolismo lento del fegato e alto legame con il sistema nervoso centrale. Anche piccole quantità di caffeina causano un effetto stimolante e dosi più elevate possono causare problemi di sonno, come succede in una minoranza di persone. Sensibilità regolare alla caffeina, con equilibrio tra inattivazione della caffeina nel fegato e legame nel sistema nervoso centrale: ciò significa che l’individuo può in genere bere 2-5 tazze di caffè durante il giorno, senza controindicazioni o disturbi del sonno. Di solito la caffeina non è raccomandata la sera, ma le differenze individuali prevalgono, come succede nella maggior parte delle persone. Bassa sensibilità alla caffeina: metabolismo veloce della caffeina. Se ne possono consumare quantità maggiori (anche se i professionisti della salute consigliano di rimanere all’interno delle linee guida EFSA di non più di cinque tazze di caffè al giorno9). Il caffè che si beve prima di coricarsi normalmente non disturba il sonno. Spiega Langer: “Siamo tutti bevitori di caffè differenti: il nostro corredo genetico programma la reazione alla caffeina, così come il colore dei capelli e degli occhi.” Un individuo con bassa sensibilità alla caffeina probabilmente non sperimenterà gli effetti che si vogliono ottenere tipicamente da questa sostanza, come la veglia, la vigilanza e una maggiore concentrazione. È importante per gli specialisti della salute sottolineare che chi metabolizza velocemente la caffeina non dovrebbe superare l’assunzione giornaliera raccomandata nel cercare di ottenere gli effetti desiderati.


Fonte: askanews.it

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